Garanti di che… – di Vincenzo Caprioli

In condizioni di piena crisi economica e attacco finanziario alla sovranità degli Stati europei, ci sono costi che andrebbero tagliati subito: le cosiddette autorità “garanti” ed i relativi carrozzoni;

invece, nell’estate 2011, il Parlamento italiano addirittura ne crea una nuova: l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La legge 112, che ne sancisce l’istituzione e gli ambiti di pertinenza, viene incredibilmente votata in Senato all’unanimità! Su questioni vitali per il Paese i partiti democratici si scontrano senza approdare a nulla di condiviso che vada nella giusta direzione; è nel sottostare ai poteri sovranazionali che invece ritrovano unità, palesando in tal modo la propria assoluta inadempienza verso il buon senso, la storia e calpestando le urgenti,  drammatiche esigenze del cittadino.

Il suddetto Garante di nuova nomina non agirà da solo, coadiuvato da qualche funzionario ed impiegato, ma presiederà la “Conferenza nazionale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” composta da garanti regionali o comunque figure similari; avrà inoltre rapporti con garanti di altri Paesi e con le loro reti a livello internazionale ed europeo. Si tratta quindi di una vera e propria organizzazione che, intrattenendo anche rapporti internazionali, prevede persino trasferte all’estero, sostenendo costi che (col tempo) diverranno simili a quelli molto ingenti delle altre autority operative da anni.

Il Garante non è una figura elettiva, viene nominato dai presidenti di Camera e Senato e può rimanere in carica sino ad otto anni consecutivi.In sostanza è un organo monocratico, con autonomia organizzativa, indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione gerarchica; unico suo obbligo è una relazione annuale alle Camere, esercitando anche la facoltà di dar pareri condizionanti su disegni di legge e su atti normativi del Governo rispetto all’ambito che gli compete (tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in questo caso).

Il Garante non va a sostituire altri organismi comunque deputati a tutelare i minori: Tribunali dei minori, Osservatorio nazionale sulla famiglia, Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Come sempre si aggiunge anziché riorganizzare l’esistente, ma la cosa più grave è che si creano perverse e paralizzanti sovrapposizioni di competenza, ipoteche alla discrezionalità di chi già operava.

L’Italia, sin verso gli anni ’70, ha goduto di un impianto giuridico tra i più avanzati al mondo, da un lato ancora influenzato dal diritto romano (fonte di sapienza giuridica per eccellenza) e comunque figlio della monumentale riorganizzazione e semplificazione attuata negli anni ’30 dal cosiddetto codice Rocco. I recenti governi hanno abusato dello strumento del decreto legge, la magistratura ha fatto la sua parte con molte sentenze discutibili ma condizionanti per il futuro; nel complesso però l’impianto giuridico regge e da esso molti Paesi potrebbero imparare. Gli organismi internazionali ipotizzano invece che ci sia bisogno in Italia di nuova cultura e nuove politiche riguardo i diritti dell’infanzia; non considerano come problema l’ingresso massiccio di immigrati che vedono nei figli una semplice proprietà, ma “invitano” il nostro Paese a creare l’ennesimo carrozzone burocratico. Esso oggi deve: promuovere studi e ricerche sull’attuazione dei diritti dell’infanzia…diffondere buone pratiche e protocolli d’intesa sperimentati all’estero…predisporre strumenti telematici per la segnalazione di situazioni a rischio, anche da parte degli stessi minori…monitorare e garantire il rispetto delle norme all’interno di strutture pubbliche e private ove ci siano minori…segnalare all’autorità giudiziaria casi di abbandono o abuso. Contestualmente le risorse economiche per chi il lavoro lo deve fare davvero (polizia, carabinieri, magistratura e organi assistenziali) vengono tagliate. Oltre a nuova certa e pesante burocrazia, si corre anche il rischio che venga incrementata la sottrazione dei figli naturali alle famiglie in difficoltà, fenomeno per lo più aberrante che io stigmatizzai già nel lontano 1995 con un saggio dal titolo “rapimenti di stato?” uscito sul trimestrale “L’Uomo Libero” del settembre ’95.

Che le autority siano una patologia del sistema è evidente anche solo esaminando il tema della privacy: mai questo diritto è stato così violato come in questi ultimi anni ma aziende e privati cittadini debbono comunque sottostare a costosi e inutili iter burocratici; essi appesantiscono la vita economica e civile senza apportare alcun beneficio.

In un’ ottica di funzionalità dello Stato, queste autority sono metastasi che minano l’equilibrio tra i poteri e quindi la salute dell’intero organismo sociale; sono veri e propri centri di potere autonomo, con finalità settoriale ed orientamento socio-politico predefinito, in particolare di natura neoliberista; essi non rispondono al Popolo sovrano ma sono la diretta emanazione di quelle forze sovranazionali che impongono globalizzazione e rapina planetaria.

Alcune di queste autority sono state e sono ancor più pericolose di quella neo-istituita e meritano approfondimenti sul loro ruolo e sul loro operato non solo da parte di politologi, giuristi e sociologi ma anche di quei magistrati davvero attenti alla Costituzione e soprattutto al supremo interesse nazionale.

Prof. Vincenzo Caprioli
http://www.iperlogica.it

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Una risposta a Garanti di che… – di Vincenzo Caprioli

  1. Paolo Ravaglia ha detto:

    Egregio Professore, l'”autority” è solo uno dei tanti fiori all’occhiello di un Sistema che sta danneggiando in forma irreparabile una Nazione, la nostra e non solo. Credo che l’unica via di uscita da questo “tormentone” sia la contrapposizione concreta e l’inevitabile ribaltamento del Sistema in oggetto a favore di un Anti-Sistema di stampo Nazionale, elaborato sul ciò che è, ciò che siamo e dove possiamo spingerci con le sole nostre forze. Da Italiano, erede di Roma, penso si possa andare lontano…e può darsi che iniziare ad inquisire l’Autority, simbolo di Sistema possa essere un buon modo per iniziare un “democratico” pugilato con lo stesso !!!

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